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	<title>Nitobe</title>
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	<description>Giustizia e Democrazia Linguistica</description>
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		<title>Non solo Inglese Perché è un affare difendere l&#8217; italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 10:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Menciassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il valore di una lingua non è solo culturale, è anche un valore economico. Per questo, le frequenti rivendicazioni rivolte ai governi nazionali e all&#8217; Unione Europea sull&#8217; argomento sono tutt&#8217; altro che richieste ideali. Perché l&#8217; oligarchia linguistica che di fatto, con la triade inglese-tedesco-francese, è già instaurata in Europa crea discriminazioni che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_368" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-368" title="Sidney Goodman - Crowd Scene" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/11/goodman_crowd-300x135.jpg" alt="Sidney Goodman - Crowd Scene" width="300" height="135" /><p class="wp-caption-text">Sidney Goodman - Crowd Scene - immagine tratta da http://www.artgalleryabc.com/</p></div>
<p>Il valore di una lingua non è solo culturale, è anche un valore economico. Per questo, le frequenti rivendicazioni rivolte ai governi nazionali e all&#8217; Unione Europea sull&#8217; argomento sono tutt&#8217; altro che richieste ideali. Perché l&#8217; oligarchia linguistica che di fatto, con la triade inglese-tedesco-francese, è già instaurata in Europa crea discriminazioni che hanno effetti pratici non da poco sui Paesi svantaggiati. Specie se si pensa che una lingua può servire, oltre che per la comunicazione personale e privata (le vacanze, le relazioni di amicizia, la lettura o la visione di un film), anche per proporsi sul mercato del lavoro. Il primo costo economico indiscutibile che si può associare a una lingua riguarda le spese che comporta per il singolo e per lo Stato, in denaro e in tempo, il suo apprendimento. Senza trascurare il fatto che spesso la conoscenza di uno o più idiomi stranieri viene premiata dalle aziende con un incremento di salario (è dimostrato che negli Stati Uniti gli ispanici guadagnano meno degli anglofoni). Ci sono poi costi che riguardano, per una collettività minoritaria, la salvaguardia della propria lingua: si pensi, per esempio, a quanto sono disposti a pagare, in tasse, i gallesi o i catalani o i bretoni o i sardi o i friulani, perché le loro parlate non spariscano dall&#8217; amministrazione, dai bandi, dalle leggi, dalla segnaletica stradale anche solo per ragioni simboliche e identitarie. Ci sono minoranze linguistiche più fortunate: il maltese, l&#8217; unico dialetto arabo ad essere lingua ufficiale, è riconosciuto dall&#8217; Unione Europea, così come l&#8217; irlandese (dal 2007). Le asimmetrie, solitamente sottovalutate, nella gestione della diversità linguistica in ambito comunitario generano dunque privilegi e svantaggi, ricavi e costi. Ma c&#8217; è, per fortuna, chi si batte per un mondo linguisticamente più giusto e per compensare gli squilibri culturali, politici ed economici che derivano dalle scelte pubbliche in questo ambito. Tra i maestri dell&#8217; economia delle lingue, François Grin, direttore dell&#8217; Osservatorio Economia-Lingue-Formazione di Ginevra, ha studiato i pregi del multilinguismo nell&#8217; insegnamento e nelle organizzazioni internazionali, sfatando l&#8217; idea diffusa che il monolinguismo (solo inglese), oltre a semplificare le cose, contribuisca a un risparmio. Grin sostiene la necessità di adottare «sistemi complessi di gestione multilinguistica»: in realtà sono i contesti a determinare se e quando sia meglio utilizzare una, due, tre, quattro o più lingue: la questione dei brevetti commerciali, come si vedrà, pone problemi diversi rispetto alle discussioni nelle riunioni amministrative interne della Ue o agli annunci del traffico aereo. Alla scuola di Grin appartiene Michele Gazzola, ricercatore a Ginevra e ora anche alla Humboldt Universität di Berlino. A lui si devono diversi studi di carattere generale che affrontano la «pianificazione linguistica» e altri che si soffermano su argomenti specifici, dall&#8217; istruzione alla ricerca e all&#8217; innovazione, sempre con l&#8217; obiettivo di inseguire quella equità comunicativa che è anche equità economica. Sta di fatto che la prevalenza dell&#8217; inglese in Europa, come fosse una lingua franca, se politicamente è una soluzione comoda finisce per produrre già in sé un indubbio vantaggio per il Regno Unito e l&#8217; Irlanda: è stato calcolato che nel 2005 la somma dei guadagni direttamente legati all&#8217; insegnamento dell&#8217; inglese, uniti ai risparmi sull&#8217; apprendimento delle lingue straniere e ai risparmi di traduzione equivaleva a circa 10 miliardi di euro l&#8217; anno, che diventavano 17 miliardi tenendo conto dell&#8217; effetto moltiplicativo degli investimenti di questi risparmi per altri scopi. Ed erano calcoli prudenti. Il monopolio linguistico comporta poi, per gli anglofoni nativi, diversi benefici simbolici (non solo morali o psicologici) come la possibilità di usare la propria lingua materna in tutte le circostanze, formali o informali, di dibattito o di conflitto: siano esse riunioni, incontri, congressi scientifici. Ciò porta a ritenere lo scenario «solo inglese», da molti auspicato in ambito comunitario, come il più iniquo di tutti. Si realizzerebbe un equilibrio quasi perfetto con l&#8217; uso dell&#8217; esperanto, la lingua artificiale ideata a fine Ottocento dall&#8217; oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof, in quanto porrebbe tutti allo stesso livello di partenza: ma è uno scenario che, pur implicando un risparmio globale di 25 miliardi per i Paesi della Ue, incontra parecchie resistenze e difficoltà di coordinamento internazionale nella formazione. Ma fermiamoci all&#8217; insegnamento scolastico. In Italia il cosiddetto «inglese potenziato» (la possibilità di aumentare a cinque le tre ore obbligatorie di inglese nelle scuole medie) non è decollato, benché sia stato previsto dal Ministero. In realtà, il provvedimento porterebbe a uno scenario «solo inglese» trascurando gli eventuali benefici di cui godrebbe uno studente che conosca una seconda lingua. Persino la Svezia, che aveva sperimentato una soluzione del genere, ci ha ripensato ritenendola dannosa per il futuro del Paese. La domanda preliminare, per quanto riguarda l&#8217; Italia è questa: siamo sicuri che l&#8217; egemonia dell&#8217; inglese come unica lingua straniera di insegnamento in quanto lingua di comunicazione internazionale sia una scelta efficace (la seconda, anche se raccomandata, è di fatto marginale)? I primi Paesi di destinazione delle esportazioni italiane, fa notare Gazzola, sono Germania e Francia, seguiti da Stati Uniti e Spagna: dunque, perché puntare solo sull&#8217; inglese? Non è meglio per i tedeschi avere interlocutori commerciali capaci di parlare e vendere in tedesco e per i francesi avere soci che conoscano il francese? «Se la realtà economica è poliglotta &#8211; afferma Gazzola &#8211; è giusto adottare una politica scolastica focalizzata su un&#8217; unica lingua»? Conclusione: sarebbe auspicabile un&#8217; educazione plurilingue «a geometria variabile». Si torna ai «sistemi complessi» di cui parla Grin. Già, ma i costi? Si calcola che una gestione multilinguistica nelle istituzioni europee costerebbe a ogni cittadino una tassa di non più di tre euro all&#8217; anno per spese di traduzione e interpretariato. E considerato l&#8217; euroscetticismo diffuso, non sarebbe male, con un sacrificio tanto esiguo anche in tempi di crisi, riuscire a ridurre le difficoltà di partecipazione, rendendo più accessibili sul piano linguistico i servizi e i canali di informazione (per esempio con pagine web disponibili nei diversi idiomi): la politica non può trascurare l&#8217; aspetto psicologico dei suoi cittadini. Annullare il più possibile la distanza, posta dal filtro linguistico, tra istituzioni e comunità dovrebbe essere un impegno primario. Il discorso sulla scuola secondaria si potrebbe estendere facilmente anche all&#8217; università, dove peraltro le cose si complicano. Il governo italiano sembra appoggiare senza dubbi l&#8217; introduzione di corsi in lingua straniera nelle università sin dalla laurea triennale: la tendenza prevalente è quella dell&#8217; «anglificazione» dei percorsi di studi, favorita dal fatto che nelle classifiche mondiali più in voga il numero di studenti stranieri iscritti viene considerato arbitrariamente un indicatore di qualità delle università. Il Politecnico di Torino, nell&#8217; anno accademico 2007-2008, ha sostituito alcuni corsi di laurea triennale in italiano con equivalenti corsi in inglese, rendendo gratuita per gli studenti italiani l&#8217; iscrizione al primo anno per le lauree in inglese e scoraggiando così l&#8217; apprendimento in lingua italiana in un istituto in cui per il 70 per cento dei neolaureati il mercato di riferimento è piemontese. Dunque, la parola d&#8217; ordine degli atenei è: internazionalizzare il più possibile. E cosa c&#8217; è di meglio, per attirare studenti dall&#8217; estero, che moltiplicare i corsi di laurea in inglese? I vantaggi di questa prospettiva non devono oscurare alcune ragionevoli obiezioni: in primo luogo il rischio di erigere discutibili barriere linguistiche nell&#8217; accesso agli studi superiori per una parte di studenti italofoni, con relativi costi aggiuntivi (trasferimenti o corsi di aggiornamento); in secondo luogo la constatazione che la conoscenza dell&#8217; inglese (e in genere delle lingue straniere) nel mercato del lavoro italiano non è di fatto particolarmente richiesta. Una ricerca realizzata dal Censis e dal ministero del Lavoro nel 2006 dimostrava che solo una minoranza delle imprese italiane, il 35 per cento, fa uso di lingue straniere in ambito lavorativo. Tornando all&#8217; università, andrebbe semmai valutato se la crescente anglofonia accademica non comporti gravi guasti nella trasmissione del sapere. Specie se questo fenomeno non riguarda soltanto le discipline economico-aziendali o tecnico-scientifiche ma anche quelle umanistiche. Bisognerà chiedersi poi se tutto ciò non imponga, in definitiva, un impoverimento della competenza nella lingua madre, che dovrebbe essere pur sempre centrale per le sue implicazioni cognitive. E ancora, a proposito di internazionalizzazione: se uno studente greco in Italia studia ingegneria in inglese, gli si preclude la possibilità di acquisire il linguaggio scientifico italiano, che resta un fattore indispensabile per lavorare efficacemente sul territorio nazionale, oltre che un valore aggiunto nel mercato europeo rispetto ai tanti che conoscono solo l&#8217; inglese. Certe scelte tecnocratiche con una parvenza di modernità esterofila rivelano soltanto un atteggiamento provinciale di sottomissione psicologica. È un&#8217; inclinazione tipicamente italiana. Qualche mese fa su questo giornale, Ernesto Galli della Loggia ha denunciato i nuovi criteri di valutazione per i candidati ai concorsi universitari: si stabilisce che le riviste cosiddette internazionali godono di una valutazione maggiore rispetto alle riviste cosiddette nazionali. Idem per gli studi in volume. Il che, oltre a relegare d&#8217; ufficio in serie B le pubblicazioni e gli editori italiani, sancisce la maggiore dignità scientifica della lingua inglese. Eppure non di rado siamo noi i migliori. Prendiamo l&#8217; ambito dell&#8217; invenzione. Da qualche tempo si discute del brevetto valido per tutti i 27 Paesi dell&#8217; Unione. Quali lingue vanno adottate nelle procedure di richiesta? La scelta avrà un impatto asimmetrico sui costi sostenuti dalle imprese incidendo sulla competitività. Oggi se un&#8217; azienda tedesca vuole convalidare il proprio brevetto in Ungheria, Italia, Spagna, Portogallo e Romania, deve tradurre integralmente il testo nelle cinque lingue ufficiali di questi Paesi: per un costo di quasi 8.900 euro. Qualora la richiesta passasse da cinque a tutti i 27 Stati europei, la cifra salirebbe a quasi 30 mila euro. L&#8217; adozione di norme meno dispersive e più semplici comporterebbe indubbiamente notevoli risparmi, ma appunto: con quali criteri? Anche qui le opzioni prevalenti sono in sostanza due: il sistema «solo inglese» o la solita scelta limitata a francese, tedesco e inglese. Con risultati di vistoso squilibrio. Che cosa significa per un&#8217; azienda italiana? Evitando di illustrare i vari e complessi passaggi, la conclusione è che nel caso di un regime trilingue le spese di traduzione fanno aumentare del 28 per cento il costo della procedura rispetto alle imprese di Francia, Germania e Regno Unito. Sorprendentemente il divario fra un&#8217; impresa italiana e una inglese salirebbe addirittura al 30 per cento qualora l&#8217; inglese fosse l&#8217; unica lingua di procedura. Viceversa, un regime a cinque lingue (cioè con italiano e spagnolo in aggiunta), per esempio, diminuirebbe i costi complessivi. A dimostrazione che anche sul piano economico, oltre che culturale, l&#8217; apertura è sempre meglio. Per ovviare a questi scompensi, non si potrebbe neanche ricorrere, come auspicato dalla Commissione, ai sistemi di traduzione automatica, poiché sono ancora pochissimo affidabili: quello consigliato si chiama Pluto (acronimo di Patent Language Translations Online ) e richiede cinque anni per essere perfezionato. Si tratta di aspettare. Intanto, fermo restando che i paesi germanofoni e francofoni vantano oggi la leadership dei brevetti rilasciati a imprese europee (con il 50 e il 17 per cento), negli ultimi anni l&#8217; Italia (7,5 per cento) e l&#8217; Olanda (7,1) hanno superato i paesi europei di lingua inglese (6,8). Come inventori ci facciamo valere. Sarebbe bene cominciare a farsi valere con coraggio anche sul piano culturale e linguistico, cioè economico.</p>
<p><strong>Di Stefano Paolo</strong></p>
<p><em>Pagina 032/033 (6 novembre 2011) &#8211; <strong>Corriere della Sera</strong></em><br />
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		<title>IV Marcia internazionale per la libertà delle minoranze e dei popoli oppressi</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 08:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Menciassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella giornata di sabato 22 Ottobre, l&#8217;associazione Nitobe prenderà parte alla &#8220;IV marcia internazionale per la libertà&#8221; organizzata da Società Libera e dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e da altre organizzazioni per i diritti umani, indetta per la difesa della libertà dei popoli e delle minoranze oppresse. L&#8217;adesione, naturale proseguimento dell&#8217;attività svolta nell&#8217;anno in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-362" title="2011_marcia_internazionale_per_la_liberta_delle_minoranze_e_dei_popoli_oppressi" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/10/2011_marcia_internazionale_per_la_liberta_delle_minoranze_e_dei_popoli_oppressi-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" />Nella giornata di sabato 22 Ottobre, l&#8217;associazione Nitobe prenderà parte alla &#8220;IV marcia internazionale per la libertà&#8221; organizzata da Società Libera e dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e da altre organizzazioni per i diritti umani, indetta per la difesa della libertà dei popoli e delle minoranze oppresse.</p>
<p>L&#8217;adesione, naturale proseguimento dell&#8217;attività svolta nell&#8217;anno in corso a sostegno della causa tibetana, vuol essere punto di partenza dell&#8217;attività associativa a seguito del Congresso tenutosi la scorsa domenica 16 Ottobre.</p>
<p>Per l&#8217;occasione l&#8217;associazione oltre a garantire la propria presenza si è adoperata per la traduzione del manifesto della marcia in lingua esperanto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>IV INTERNACIA MARŜO POR LIBERECO DE MINORITATOJ KAJ SUBPREMTAJ</strong><br />
<strong> POPOLOJ</strong></h2>
<p><strong>BERLINO, PARIZO, ROMO</strong></p>
<p>SABATON, LA 22AN DE OKTOBRO, H. 15.00</p>
<p>La Asocio de liberala inspiro <em>Società Libera</em> (Libera Societo), sendependa kaj senpartia, jam de longe adresas sian agadon al iniciatoj kies celo estas defendi la principon de Libereco difinita kiel individua rajto kaj memdecido de la popoloj.</p>
<p>Societo Libera, kohere kun sia koncepto de liberalismo kiu agnoskas superregadon kaj centrecon al la Homo kaj ties naturaj rajtoj, ekde tri jaroj iniciatas la Internacian Marŝon por la Libereco, silentan manifestacion kiu volas mobilizi la publikan opinion por defendi la liberecon de la popoloj birma, tibeta kaj ugura kaj por vidigi pli bone la streĉojn de tiuj kiuj, en la mondo, batalas por libereco.</p>
<p>Konsiderante la mondan malpliboniĝon de la situacio de la lingvaj rajtoj, ĝi opinias, ke ne plu sufiĉas esprimi ĝeneralan solidarecon kaj manifestacii aparte kaj por unuopaj temoj.</p>
<p>En Eŭropo, estas tempo ke konsciaj homoj plenigu la placojn. Venis tempo por ke Okcidento vekiĝu kaj mobilizu konkrete intereson kaj konsciencojn pri vivkondiĉoj de centmilionoj da homoj. Estas tempo por ke Eŭropo kaj aliaj supernaciaj organizaĵoj estu instigataj agi por defendi minoritatojn, inkluzive la kristanan.</p>
<p>Estas tempo ke Eŭropo establu la Eŭropan Tagon por la Libereco de la Minoritatoj kaj de la subpremitaj Popoloj.</p>
<p>Per tiuj intencoj Societo Libera vokas la popolojn de Eŭropo, la komunumojn de la Minoritatoj kaj de la subpremitaj Popoloj kaj informorganojn por ke el Berlino, Parizo kaj Romo ekiru vasta kaj unueca movado de mobilizo, kiu kapablos komprenigi ke defendi la Homajn Rajtojn havas internacian prioritaton.</p>
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		<title>Nuovi organi dirigenti</title>
		<link>http://www.nitobe.it/2011/10/nuovi-organi-dirigenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 13:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Menciassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Domenica 16 Ottobre si è tenuto il primo Congresso dell&#8217;associazione Nitobe la quale ha accolto con piacere la partecipazione di esponenti del mondo accademico, politico, compagni radicali, rappresentanti del movimento esperantista e persone direttamente impegnate nei temi che sono stati affrontati nel corso dell&#8217;Assemblea stessa: Nonviolenza L&#8217;Europa e una lingua europea Iraq: la verità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 16 Ottobre si è tenuto il primo Congresso dell&#8217;associazione Nitobe la quale ha accolto con piacere la partecipazione di esponenti del mondo accademico, politico, compagni radicali, rappresentanti del movimento esperantista e persone direttamente impegnate nei temi che sono stati affrontati nel corso dell&#8217;Assemblea stessa:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Nonviolenza</li>
<li>L&#8217;Europa e una lingua europea</li>
<li>Iraq: la verità della guerra</li>
<li>Tibet</li>
</ul>
<p>A conclusione dei lavori sono stati eletti i nuovi organi dirigenti:</p>
<ul>
<li><strong>Michele Menciassi</strong> è stato eletto e riconfermato alla carica di <strong>Segretario</strong>.</li>
<li><strong>Eleonora Mongelli</strong> è stata eletta e riconfermata alla carica di <strong>Tesoriere</strong>.</li>
<li><strong>Michele Gazzola</strong> è stato eletto e riconfermato alla carica di <strong>Presidente</strong>.</li>
</ul>
<p>Eletto anche il nuovo <strong>Consiglio Direttivo</strong>, il numero di componenti per l&#8217;anno 2012 è fissato in quattro. Ricoprono quindi la carica in quanto eletti:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Vincenzo Vitulli</li>
<li>Michael Boris Mandirola</li>
<li>Gianfranca Gastaldi</li>
<li>Renato Corsetti</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">A norma di statuto, fanno altresì parte del Consiglio Direttivo anche i rappresentanti delle istituzioni politiche e culturali nazionali od estere iscritti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intero Congresso è disponibile in audio-video sul sito di Radio Radicale al seguente collegamento: http://goo.gl/8P2SG le foto relative alla giornata sono presenti sulla nostra pagina Facebook (http://goo.gl/afWYe) entrambi i documenti sono pubblicati altresì all&#8217;interno del nostro sito (http://goo.gl/w4cha).</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito degli interventi e richieste pervenuti in sede assembleare per il prossimo anno la dirigenza di Nitobe si impegna a seguire i seguenti obiettivi:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tibet e diritti umani</strong><br />
Si fanno proprie le esperienze e gli appelli degli ospiti che ci chiedono di perseverare ed aumentare l&#8217;impegno a sostegno della questione Tibetana allargando il nostro campo d&#8217;azione non solo all&#8217;aspetto linguistico ma più genericamente alla tutela dei diritti umani violati.<br />
Oltre al progetto di cooperazione in corso avviato, l&#8217;associazione si impegnerà in campagne di sensibilizzazione e sostegno della popolazione tibetana al fianco delle associazioni pro Tibet, intensificando il rapporto e la cooperazione avviata con il Partito Radicale Transnazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Europa e Stati Uniti d&#8217;Europa</strong><br />
Mantenendo la massima attenzione sulla questione dei brevetti europei, ci impegneremo ad estendere relazioni ed iniziative al fine di sensibilizzare e rilanciare la questione linguistica europea, proponendo soluzioni di democrazia linguistica quali l&#8217;uso di una lingua ausiliaria come l&#8217;esperanto. Europa non come punto di approdo ma come punto per il rilancio di tematiche e dibattito sul piano globale.<br />
Questione linguistica europea come occasione di rilancio del progetto costitutivo degli Stati Uniti d&#8217;Europa</p>
<p><strong>Nonviolenza e verità</strong><br />
Impegno nella diffusione della pubblicazione di Capitini e dei concetti in essa contenuti, divulgazione e completamento della pubblicità dell&#8217;opera di traduzione del dossier Iraq.<br />
Verità e nonviolenza come punto di riferimento per l&#8217;attività e possibile nuova attività editoriale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Transpartito ed internazionalizzazione</strong><br />
Impegno alla divulgazione di materiale ed idee su scala transnazionale, maggior impegno all&#8217;internazionalizzazione dell&#8217;associazione. Esperanto non solo come fine ultimo ma come mezzo pratico per la diffusione delle lotte ed iniziative portate avanti dall&#8217;associazione e dal Partito Transnazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti ricordiamo che potrai fare l&#8217;<strong>iscrizione</strong> o lasciare un <strong>contributo</strong> all&#8217;Associazione Nitobe usando <strong>PayPal</strong> o la <strong>carta di credito</strong> collegandoti alla seguente pagina del nostro sito internet http://www.nitobe.it/associazione/iscrizioni/ oppure attraverso un versamento sul <strong>conto postale 6577493</strong> o <strong>bonifico</strong> bancario all&#8217;<strong>IBAN IT12 D076 0103 2000 0000 6577 493</strong> entrambi intestati a Nitobe.</p>
<p style="text-align: justify;">Iscrivendoti o lasciando un contributo di almeno 20 euro potrai ricevere una copia del libro di <strong>Aldo Capitini</strong> “<em>Le tecniche della nonviolenza</em>” con relativa copia della traduzione in esperanto “<em>Teknikoj de neperforto</em>” a cura di Nicolino Rossi e prefazione di Francesco Pullia e Marco Pannella (che puoi leggere a questo indirizzo: http://goo.gl/iKk7C).</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo di poterti incontrare in occasione del <strong>X Congresso di Radicali Italiani</strong> a Chianciano Terme dove saremo con un nostro tavolo informativo. Ci auguriamo in un tuo aiuto e sostegno alle nostre iniziative future. A tale proposito, ti invitiamo già da ora a partecipare alla<strong> Marcia dei Popoli Oppressi</strong> che si terrà il prossimo <strong>22 Ottobre</strong> a Roma, Parigi e Berlino ed alla <strong>Manifestazione di Solidarietà con il Popolo Tibetano</strong> che si sta organizzando a Roma, e contemporaneamente in tutto il mondo, per il prossimo <strong>2 Novembre</strong>, manifestazione che vede la nostra adesione al fianco delle già numerose associazioni ed organizzazioni, tra le quali lo stesso</p>
<p>i nostri più cari saluti</p>
<p>Il Segretario &#8211; Michele Menciassi<br />
Il Tesoriere &#8211; Eleonora Mongelli<br />
Il Presidente &#8211; Michele Gazzola</p>
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		<title>Congresso 2011: la forza della nonviolenza</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 06:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Menciassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo convocato per il prossimo 16 Ottobre, dalle 9 alle 18 presso il salone del Partito Radicale in via di Torre Argentina, 76 a Roma, il primo Congresso dell&#8217;associazione Nitobe. Presenteremo il lavoro fatto a favore della comunità Tibetana assieme al Transnazionale ed alle altre associazioni pro Tibet a sostegno e solidarietà del popolo tibetano i cui diritti linguistici sono stati nuovamente violati dal governo centrale. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Abbiamo convocato per il prossimo <strong>16 Ottobre</strong>, dalle 9 alle 18 presso il salone del Partito Radicale in via di Torre Argentina, 76 a Roma, il<strong> primo Congresso</strong> dell&#8217;associazione <strong>Nitobe</strong>.</p>
<p>Presenteremo il <strong>lavoro</strong> fatto a <strong>favore</strong> della comunità <strong>Tibetana</strong> assieme al Transnazionale ed alle altre associazioni pro Tibet a <strong>sostegno</strong> e solidarietà del popolo tibetano i cui diritti linguistici sono stati nuovamente violati dal governo centrale.</p>
<p>Un secondo tema centrale sarà l&#8217;<strong>Europa</strong> e la questione della lingua. Interverranno sul tema dell’unità europea <strong>Pier Virgilio Dastoli</strong> del Movimento Federale Europeo, e <strong>Sergio Maria Pisana</strong>, già presidente della II sezione della Corte dei Conti nonché federalista ed esperantista, scrittore di numerosi libri sull&#8217;Europa.</p>
<p>Ci si soffermerà in particolare sul tema della giustizia linguistica ponendo l’accento sul Brevetto dell’Unione Europea.<br />
La <strong>nonviolenza</strong> è il principio che ha guidato le nostre azioni in questi ambiti e a tal proposito presenteremo la traduzione in lingua esperanto del libro “<em>le tecniche della nonviolenza</em>” curata da Nitobe.</p>
<p>Il libro è stato tradotto da <strong>Nicolino Rossi</strong> ed arricchito dalla prefazione di<strong> Marco Pannella</strong> e <strong>Francesco Pullia</strong>.<br />
La pubblicazione del libro segue la pubblicazione del <strong>Dossier sull’Iraq</strong> “<em>Le domande mai poste a Tony Blair e a… Saddam Hussein</em>” tradotto in esperanto in occasione del 78° Congresso italiano di esperanto, con la quale abbiamo voluto introdurre il concetto di <strong>lotta politica nonviolenta</strong> per mezzo del <em>Satyagraha</em>.</p>
<p>Marco Pannella, Francesco Pullia e Nicolino Rossi introdurranno la presentazione del libro e il Congresso stesso.</p>
<p><strong>Ti invitiamo a partecipare al congresso, ci auguriamo una tua prossima iscrizione o un tuo sostegno e soprattutto speriamo in un tuo prezionso contributo di idée per le prossime campagne</strong>.</p>
<p>A presto</p>
<p><em>Il Segretario</em> - Michele Menciassi<br />
<em>Il Tesoriere</em> - Eleonora Mongelli<br />
<em>Il Presidente</em> - Michele Gazzola</p>
</div>
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		<title>La forza della nonviolenza</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 15:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Menciassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[«Senza verità non c&#8217;è democrazia» Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, lo ha recentemente affermato in un intervento pubblico esortando le forze politiche italiane al ritrovamento del «linguaggio della verità. questo richiamo al perseguimento della Verità, che viene adesso posto al centro del dibattito politico italiano come elemento indispensabile per le moderne democrazie occidentali, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-273" title="Mahatma Gandhi" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/08/mahatma-gandhi-250x300.jpg" alt="Mahatma Gandhi" width="250" height="300" />«Senza verità non c&#8217;è democrazia» Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, lo ha recentemente affermato in un intervento pubblico esortando le forze politiche italiane al ritrovamento del «linguaggio della verità.</p>
<p>questo richiamo al perseguimento della Verità, che viene adesso posto al centro del dibattito politico italiano come elemento indispensabile per le moderne democrazie occidentali, mi ha riportato immediatamente alla mente quello che l&#8217;associazione Nitobe si è prefissata come metodo d&#8217;azione.<br />
La Verità come ciò che è giusto, ciò che è libertà, sviluppo, ciò che è un bene per tutti, e perciò doveroso per ciascun individuo.<br />
«La Verità deve costituire il centro di ogni nostra attività, deve essere il soffio stesso della nostra vita» afferma il filosofo italiano Aldo Capitini nell&#8217;introdurre il metodo Gandhiano, lo stesso Gandhi che intitolò la propria autobiografia «Storia dei miei esperimenti con la Verità».<br />
Gandhi pone la Verità come fine massimo da perseguire, fino ad arrivare ad affermare che «la Verità è Dio» in contrapposizione all&#8217;idea fin li in uso per cui «Dio è la Verità», un ribaltamento di visione che permette una più ampia condivisione comprendendo anche l&#8217;ateo.<br />
Il mezzo per realizze questo viene visto nell&#8217;azione nonviolenta, un&#8217;azione attiva e diretta che Gandhi riduce a vero e proprio metodo di lotta che prenderà il nome di Satyagraha, connubio tra Satya che  vuol dire Verità, e agraha che vuol dire fermezza ma che viene usato anche come sinonimo di forza: &#8220;Forza che è generata da Verità e Amore&#8221;.<br />
L&#8217;azione politica che Nitobe intende perseguire a favore della democrazia e giustizia linguistica non può prescindere da questo metodo di lotta politica: Nonviolenza al servizio della Verità.<br />
In quest&#8217;ottica abbiamo quindi deciso di tradurre due importanti documenti, un Dossier sull&#8217;Iraq condotto realizzato dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Tranpartito (PRNTT), ed il libro «le tecniche della nonviolenza» del filosofo italiano Aldo Capitini.<br />
Il dossier sull&#8217;Iraq da noi tradotto oltre che un&#8217;importante azione politica è per noi un esempio di come concretamente dar vita ad un Satyagraha, una ricerca documentale minuziosa e dettagliata che pone al centro la verità taciuta: esisteva un&#8217;alternativa all&#8217;uccisione di Saddam Hussein.<br />
Mentre alcuni lavoravano senza sosta per una soluzione diplomatica che evitasse la guerra e spargimenti di sangue, ad un passo dal successo si è assistito ad una voluta acelerazione della tensione al fine di provocare la guerra e la morte certa del Rais.<br />
Un documento importante che è stato supportato da innumerevoli manifestazioni e dall&#8217;azione nonviolenta condotta dal leader radicale Marco Pannella e dagli altri militanti radicali.<br />
Non meno importante è stata l&#8217;operazione di traduzione del libro di Aldo Capitini, «le tecniche della nonviolenza».<br />
«le tecniche della nonviolenza» è una guida scritta nel 1967 che contiene i principi della nonviolenza ed un compendio di pratiche e tecniche con riferimenti storici a esperienze concrete realizzate in Italia e nel mondo.<br />
Il testo, impeccabilmente tradotto dal professor Nicolino Rossi ed arricchito da una prefazione a firma di Marco Pannella e Francesco Pullia, oltre ad essere un punto di riferimento per l&#8217;azione di lotta nonviolenta, è senza dubbio un testo che non poteva mancare all&#8217;interno dell&#8217;esperantujo.<br />
Il dossier sull&#8217;Iraq da noi tradotto è liberamente scaricabile <strong><a href="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/08/demandoj-blair-saddam-aug-2011.pdf" target="_blank">da qui</a></strong>.<br />
Il libro «le tecniche della nonvilenza» sarà disponibile dal 25 settembre, ciquantenario della marcia della pace Perugia-Assisi avviata da Aldo Capitini stesso e verrà presentato ufficialmente all&#8217;interno del nostro primo congresso che si terrà a Roma il prossimo 16 Ottobre, alla quale con gioia vi inviatiamo a partecipare.</p>
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		<title>LA DEMOCRAZIA LINGUISTICA PASSA ANCHE ATTRAVERSO LA TV PUBBLICA</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 10:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Menciassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[TREMONTI VORREBBE ANGLIFICARE LA RAI ABOLENDO IL DOPPIAGGIO, MA È UNA PROPOSTA ANTIQUATA E ANTIDEMOCRATICA Il Ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti, ha recentemente affermato che l&#8217;inglese dovrebbe essere imposto nei programmi RAI in prima serata abolendo il doppiaggio dei film (americani). Si tratta di una posizione nata in seno all’ASPEN institute, organizzazione non-profit statunitense, la cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/05/giulio-tremonti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-266" title="giulio-tremonti" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/05/giulio-tremonti-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>TREMONTI VORREBBE ANGLIFICARE LA RAI ABOLENDO IL DOPPIAGGIO, MA È UNA PROPOSTA ANTIQUATA E ANTIDEMOCRATICA</h3>
<p>Il Ministro dell&#8217;Economia, <strong>Giulio Tremonti</strong>, ha recentemente affermato che l&#8217;<strong>inglese dovrebbe essere imposto nei programmi RAI </strong>in prima serata abolendo il doppiaggio dei film (americani). Si tratta di una posizione nata in seno all’<a title="ASPEN Institute Italia" href="http://www.aspeninstitute.it/" target="_blank">ASPEN institute</a>, organizzazione non-profit statunitense, la cui sezione italiana ha proprio Tremonti come presidente.</p>
<p>Si tratta di un<strong> progetto vecchio e ormai del tutto insensato</strong>. L’evoluzione della tecnologia fa sì che oggi chi vuole approfondire una lingua straniera tramite i mezzi di comunicazione di massa o il cinema può benissimo <strong>collegarsi attraverso il digitale terrestre o Internet alle TV di altri paesi</strong> o guardare DVD in lingua originale . La BBC per esempio, offre già un servizio di sottotitoli in molte lingue incluso l’italiano. <strong>Inoltre</strong>, il doppiaggio è democratico: tutti devono capire la TV nazionale, dal bambino all’anziano. Infine, <strong>il doppiaggio garantisce più libertà di scelta</strong>. Perché privare gli italiani, che pagano la RAI col canone e le tasse, della possibilità di vedere i film nella propria lingua? In <strong>Italia</strong>, tra le altre cose, vi è un’<strong>ottima scuola di doppiaggio</strong>.</p>
<p>Paesi come la Germania sono riusciti a ottenere ottimi risultati in materia di insegnamento dell&#8217;inglese senza abolire il doppiaggio. Il segreto sta ovviamente nell&#8217;<strong>investimento nella scuola</strong>, mentre le risorse per la scuola in Italia sono state ridotte. La verità è che Tremonti vorrebbe utilizzare lo strumento televisivo per sopperire al calo di risorse investite nella scuola.</p>
<p>Michele Menciassi<br />
<em>Segretario Associazione Nitobe</em><br />
<em> per la giustizia e democrazia linguistica</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Multilinguismo. Linguaggio, potere, conoscenza</title>
		<link>http://www.nitobe.it/2011/04/multilinguismo-linguaggio-potere-conoscenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 14:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Menciassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 giugno si terrà a Gargano del Garda in provincia di Brescia il convegno dal titolo &#8220;Multilinguismo. Linguaggio, potere, conoscenza&#8221; . L&#8217;associazione Nitobe patrocina il convegno e vi invita a partecipare. Di seguito il programma provvisorio delle due giornate e l&#8217;elenco delle associazioni promotrici dell&#8217;evento. &#160; &#160; &#160; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-250" title="comunicazione" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/comunicazione.gif" alt="" width="225" height="287" />Nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 giugno si terrà a Gargano del Garda in provincia di Brescia il convegno dal titolo &#8220;Multilinguismo. Linguaggio, potere, conoscenza&#8221; .</p>
<p>L&#8217;associazione Nitobe patrocina il convegno e vi invita a partecipare.</p>
<p>Di seguito il programma provvisorio delle due giornate e l&#8217;elenco delle associazioni promotrici dell&#8217;evento.</p>
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<p><span id="more-249"></span></p>
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<p>Palazzo Feltrinelli, Via Castello 3 – Gargnano del Garda (Brescia)</p>
<h2 style="text-align: center;">24 giugno 2011         14.30-18.30</h2>
<div style="text-align: left;"> <strong>Introduzione ai lavori</strong> &#8211; Prof. Paolo Valore  (Dipartimento di Filosofia, Università degli studi di Milano)</div>
<h3>Linguaggio e conoscenza</h3>
<div> <strong>Long-term Effects of Early Bilingualism on Metalinguistic Awareness</strong> &#8211; Prof. Maria Antonietta Pinto (Dipartimento di Psicologia dei Processi di  Sviluppo e Socializzazione, Università degli studi di Roma “La Sapienza”)</div>
<div> <strong>Cognitive Advantages of Bilingualism: Is There a &#8221;Bilingual Paradox&#8221;?</strong> &#8211; Prof. Antonella Sorace  (School of Philosophy, Psychology and Language Sciences, University of Edinburgh)</div>
<div> <strong>Grammatica reale e grammatica potenziale: su un giudizio affrettato di Chomsky</strong> &#8211; Prof. Renato Corsetti (Facoltà di Psicologia I, Università degli studi di Roma “La Sapienza”)</div>
<div> <strong>Una nuova estensione semantica del E3</strong> &#8211; Prof. Manuela Cipri (Dipartimento di Lingue per le Politiche Pubbliche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”)</div>
<div> <strong>Separating Semantics from Syntax in Esperanto.  A Mental Struggle in the Heart of Europe to Get to Grips with some un-European Features of the Languag</strong>e  - Prof. Wim Jansen  (Faculteit der Geesteswetenschappen, Universiteit van Amsterdam)</div>
<div>Junior session</div>
<div> <strong>Bilinguismo e disturbo specifico del linguaggio.</strong> Perché confrontare realtà così diverse? &#8211; Mauro Viganò</div>
<div>
<h2 style="text-align: center;">25 giugno 2011          9.30-13.00</h2>
<h3>Linguaggio e potere</h3>
<div> <strong>Identities on the Make: The Ideological Uses and Abuses of Grammar</strong> &#8211; Prof. Mauro Tosco (Dipartimento di Orientalistica, Università degli studi di Torino)</div>
<div> <strong>Esperanto, Europese, Plain English, Globish</strong> &#8211; Prof. Giuseppe G. Castorina (Direttore del Dipartimento di Lingue per le Politiche Pubbliche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”)</div>
<div> <strong>L&#8217;importanza della creazione linguistica nella delineazione di un&#8217;identità socio-nazionale: da Alexarco di Macedonia all&#8217;Isola delle Rose</strong> &#8211; Prof. Davide Astori  (Dipartimento di Filologia Classica e Medioevale, Università degli studi di Parma)</div>
<div> <strong>Proficiency in Arabic, Language Representations and Ideological Intents</strong> &#8211; Dott. Manuela Giolfo  (Institute of Arab and Islamic Studies, College of Social Sciences and International Studies, University of Exeter)</div>
<div> <strong>Tradurre le culture attraverso una cultura. Una riflessione sull’agency  poietica linguistica-culturale in Antropologia</strong> &#8211; Dott. Maria Chiara Miduri  (Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico Territoriali, Università degli studi di Torino)</div>
<div> <strong>Development of Languages in the PhilosophicalScientific Discourse. An attempt of Research in Lithuania</strong> &#8211; Prof.  Daiva Aliūkaitė (Kauno Humanitarinis Fakultetas, Vilniaus Universitetas)</div>
<h3>Junior session</h3>
<div><strong> Sapir &#8211; Whorf e l&#8217;etica nel linguaggio</strong> &#8211; Leonardo Caff</div>
</div>
<p style="text-indent: 0px;">&nbsp;</p>
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<p><strong>Direzione scientifica:</strong> Paolo Valore (Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Milano)</p>
<p><strong>Comitato scientifico:</strong> Davide Astori (Dipartimento di Filologia Classica e Medioevale, Università degli Studi di Parma); Renato Corsetti (Università degli Studi di Roma “La Sapienza” &amp; Presidente della FEI) ; Gabriele Iannaccaro (Dipartimento di Scienze umane per la comunicazione, Università degli Studi di Milano Bicocca); Michele Gazzola (ETI. École de traduction et d’interprétation, Université de Genève) ; Fabrizio Pennacchietti (Dipartimento di Orientalistica, Università degli Studi di Torino); Renato Pettoello (Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Milano)</p>
<p><strong>Comitato organizzativo:</strong> Ettore Brocca, Gianmarco Brunialti Masera, Leonardo Caffo, Nadia Moro, Mauro Vigan</p>
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<p style="text-indent: 0px;"><a rel="nofollow" href="http://dipartimento.filosofia.unimi.it/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-251 alignleft" title="UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO - DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/UNIVERSITÀ-DEGLI-STUDI-DI-MILANO-DIPARTIMENTO-DI-FILOSOFIA.jpg" alt="" width="134" height="140" /></a><a rel="nofollow" href="http://www.unige.ch/eti/recherches/groupes/elf/observatoire_it.html" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-252" title="OBSERVATOIRE «ECONOMIE LANGUES FORMATION» UNIVERSITE DE GENEVE" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/OBSERVATOIRE-«ECONOMIE-LANGUES-FORMATION»-UNIVERSITE-DE-GENEVE.jpg" alt="" width="306" height="140" /></a><a rel="nofollow" href="http://www.celeuropa.eu:8080/home.page" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-253" title="CENTRE D'ÉTUDES LINGUISTIQUES POUR L'EUROPE" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/CENTRE-DÉTUDES-LINGUISTIQUES-POUR-LEUROPE.jpg" alt="" width="220" height="140" /></a><a rel="nofollow" href="http://www.esperanto.it/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-254" title="Federazione Esperantista Italiana" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/Federazione-Esperantista-Italiana.jpg" alt="" width="140" height="140" /></a></p>
<p style="text-indent: 0px;"><a href="http://www.esperanto.it/"></a><a rel="nofollow" href="http://www.eurolinguistica-sud.org/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-255" title="ASSOCIAZIONE EUROLINGUISTICA SUD" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/ASSOCIAZIONE-EUROLINGUISTICA-SUD.jpg" alt="" width="154" height="140" /></a><a rel="nofollow" href="http://www.sli-gspl.net/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-256" title="GRUPPO DI STUDIO SULLE POLITICHE LINGUISTICHE" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/GRUPPO-DI-STUDIO-SULLE-POLITICHE-LINGUISTICHE.gif" alt="" width="140" height="140" /></a><a rel="nofollow" href="http://riviste.unimi.it/index.php/inkoj/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-257" title="INKOJ AN ACADEMIC JOURNAL ON PLANNED AND ARTIFICIAL LANGUAGES" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/INKOJ-AN-ACADEMIC-JOURNAL-ON-PLANNED-AND-ARTIFICIAL-LANGUAGES.jpg" alt="" width="138" height="140" /></a><a rel="nofollow" href="http://ojs.rifanalitica.it/index.php/rifaj" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-258" title="RIFAJ RIVISTA ITALIANA DI FILOSOFIA ANALITICA JUNIOR" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/RIFAJ-RIVISTA-ITALIANA-DI-FILOSOFIA-ANALITICA-JUNIOR.jpg" alt="" width="131" height="140" /></a></p>
<p style="text-indent: 0px;"><span style="font-size: x-small;"><span style="line-height: 19px;"><a rel="nofollow" href="http://www.nitobe.it"><img class="alignleft size-full wp-image-259" title="Nitobe per la democrazia e giustizia linguistica" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/Nitobe-per-la-democrazia-e-giustizia-linguistica.jpg" alt="" width="145" height="140" /></a><br />
</span></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>DISCRIMINAZIONE INDUSTRIALE FONDATA SULLA LINGUA</title>
		<link>http://www.nitobe.it/2011/04/discriminazione-industriale-fondata-sulla-lingua/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 12:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Menciassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[b]]></category>
		<category><![CDATA[brevetto europeo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’UE PRESENTA UNA PROPOSTA DI REGIME LINGUISTICO PER IL BREVETTO EUROPEO UNICO CHE NON RISOLVE IL PROBLEMA Il Commissario per il mercato interno e i servizi dell’Unione europea, Michel Barnier, ha pubblicato oggi su La Stampa un lungo editoriale in cui cerca di convincere gli italiani della bontà e della ragionevolezze de brevetto unico europeo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/MICHEL-BARNIER.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-241" title="MICHEL BARNIER" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/04/MICHEL-BARNIER-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>L’UE PRESENTA UNA PROPOSTA DI REGIME LINGUISTICO PER IL BREVETTO EUROPEO UNICO CHE NON RISOLVE IL PROBLEMA</h2>
<p>Il Commissario per il mercato interno e i servizi dell’Unione europea, Michel Barnier, ha pubblicato oggi su La Stampa un lungo editoriale in cui cerca di convincere gli italiani della bontà e della ragionevolezze de brevetto unico europeo in tre lingue. Bernier scrive che “La decisione di lavorare sulla base di tre lingue risponde unicamente a criteri di ordine economico e amministrativo” e che “la protezione unitaria dei brevetti non introduce alcuna discriminazione”.</p>
<p>Non è affatto così.<strong> Il trilinguismo non corrisponde affatto a un criterio economico o amministrativo, ma agli interessi dei paesi dove si parlano quelle lingue</strong>. L’ufficio europeo dei Marchi e Disegni Industriali di Alicante lavora in cinque lingue (compresi lo spagnolo e l’italiano) e questo non ha causato problemi di natura economica o amministrativa. La presunta “economicità” del brevetto trilingue è quindi un bluff.</p>
<p><strong>Il regime trilingue è discriminatorio</strong>. L’ottenimento di un brevetto in francese, tedesco e inglese costerebbe in media <strong>almeno il 28% in più a una piccola o media impresa italiana rispetto a una sua concorrete austriaca, irlandese o francese</strong>. Le imprese italiane potranno sì presentare domanda di brevetto in italiano, ma dovranno presentare subito una traduzione in una delle tre lingue ufficiali. La<strong> traduzione automatica</strong> dei brevetti, affidata a Google, <strong>non è certo la soluzione perché ancora imperfetta e sprovvista di ogni valore legale</strong>.</p>
<p><strong>Barnier abbandoni una proposta di regime linguistico screditata e discriminatoria</strong>, e si impegni a cercare una soluzione più equa e rispettosa della diversità linguistica. La <strong>compensazione delle spese di traduzione</strong> di cui scrive Barnier è parziale e <strong>non risolve il problema</strong>, perché il rimborso dovrebbe essere finanziato con specifici da contributi versati dagli stati le cui lingue sono privilegiate e non da tutti. La discriminazione, quindi, resta. Barnier pensi invece a un sistema di <strong>rotazione</strong> linguistico e/o l’utilizzo tecnico di <strong>una lingua neutra</strong> e non ufficiale come lingua ponte per le traduzioni.</p>
<p><strong>Michele Menciassi</strong><br />
<em>Segretario Associazione Nitobe</em><br />
<em> per la giustizia e democrazia linguistica</em></p>
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		<title>Nitobe al Consiglio dei Diritti Umani</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 13:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Di Pietrantonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Ginevra- Si è conclusa ieri, 25 marzo 2011, la 16a sessione del Consiglio dei Diritti Umani svoltasi presso la sede dell’ONU a Ginevra. L’Associazione Nitobe per la giustizia e la democrazia linguistica ha assistito ai lavori del Consiglio, facendo così il proprio ingresso sulla scena internazionale. Il Consiglio dei Diritti Umani ha adottato, tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_233" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/03/SalleXX_New.jpg"><img class="size-full wp-image-233" title="Sala XX del Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra" src="http://www.nitobe.it/wp-content/uploads/2011/03/SalleXX_New.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La sala XX del Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra, durante una seduta plenaria del Consiglio dei Diritti Umani</p></div>
<p>Ginevra- Si è conclusa ieri, 25 marzo 2011, la 16a sessione del Consiglio dei Diritti Umani svoltasi presso la sede dell’ONU a Ginevra.</p>
<p>L’Associazione Nitobe per la giustizia e la democrazia linguistica ha assistito ai lavori del Consiglio, facendo così il proprio ingresso sulla scena internazionale.</p>
<p>Il Consiglio dei Diritti Umani ha adottato, tra le altre, la risoluzione L.24, riguardante l’estensione di 3 anni del mandato dell’Esperto Indipendente sulle questioni delle minoranze. L’Esperto Indipendente sarà incaricato di guidare il lavoro del Forum sulle Questioni delle Minoranze e di promuovere l’applicazione della Dichiarazione sui diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche, adottata il18 dicembre 1992.</p>
<p>La 16 sessione del Consiglio dei Diritti Umani è stata per Nitobe l’occasione per stabilire un proficuo insieme di contatti informali con i rappresentanti delle ONG presenti all’assemblea, nell&#8217;ottica di future collaborazioni in vista del ventesimo anniversario della Dichiarazione sui diritti delle minoranze, nel 2012.</p>
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		<title>BREVETTO EUROPEO: TRILINGUISMO SCELTA PREPOTENTE</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 21:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Menciassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[GLI EURODEPUTATI ONN. MORGANTI E ROSSI DELLA LEGA NORD FAVOREVOLI ALL&#8217;ESPERANTO I deputati europei della Lega Nord Oreste Rossi e Claudio Morganti, nel corso di un&#8217;intervista rilasciata all&#8217;associazione Nitobe per l&#8217;emittente Radio Radicale, hanno condannato l’imposizione del trilinguismo per il regime linguistico del futuro brevetto dell’Unione europea. «Usare tutte le lingue dell&#8217;Unione sarebbe la cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>GLI EURODEPUTATI ONN. MORGANTI E ROSSI DELLA LEGA NORD FAVOREVOLI ALL&#8217;ESPERANTO</h3>
<p>I <strong>deputati</strong> europei della <strong>Lega Nord</strong> Oreste <strong>Rossi</strong> e Claudio <strong>Morganti</strong>, nel corso di un&#8217;intervista rilasciata all&#8217;associazione Nitobe per l&#8217;emittente Radio Radicale, hanno condannato l’imposizione del trilinguismo per il regime linguistico del futuro<strong> brevetto dell’Unione europea</strong>.</p>
<p>«<em>Usare <strong>tutte le lingue</strong> dell&#8217;Unione sarebbe la <strong>cosa più corretta</strong> da fare</em>» sostiene l&#8217;On. Rossi a cui fa eco l&#8217;On. Morganti, ma ci è scontrati contro la prepotenza di chi ha voluto imporre il trilinguismo. Il <strong>regime trilingue</strong> «<em>è una <strong>concorrenza sleale</strong> verso le piccole e medie imprese, che dovranno accollarsi interamente i costi di traduzione</em>» afferma Morganti.</p>
<p>Unanime <strong>sostegno</strong> si ha per l&#8217;ipotesi avanzata da <strong>Nitobe</strong> della costituzione di un <strong>fondo di traduzione</strong> finanziato dagli stati la cui lingua risulta agevolata, anche se su questo punto Rossi precisa come «<em>questa ipotesi non verrà mai accolta a causa dell&#8217;atteggiamento strafottente di Francia, Germania e Gran Bretagna</em>».</p>
<p>Entrambi gli eurodeputati si sono detti <strong>favorevoli all&#8217;adozione dell&#8217;esperanto</strong> nel lungo periodo quale lingua tecnica e neutrale per il brevetto. «<strong><em>L&#8217;uso dell&#8217;eperanto è auspicabile</em></strong>» una soluzione che «può mettere tutti d&#8217;accordo», hanno detto Rossi e Morganti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Michele Menciassi</strong><br />
<em>Segretario Associazione Nitobe</em><br />
<em> per la giustizia e democrazia linguistica</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object style="float: left; margin-left: 40px;" width="250" height="171"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QAH5bNoDRfw?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="250" height="171" src="http://www.youtube.com/v/QAH5bNoDRfw?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><object style="float: left; margin-left: 40px;" width="250" height="171"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gyRUdcGyFgA?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="250" height="171" src="http://www.youtube.com/v/gyRUdcGyFgA?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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