La forza della nonviolenza

Mahatma Gandhi«Senza verità non c’è democrazia» Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, lo ha recentemente affermato in un intervento pubblico esortando le forze politiche italiane al ritrovamento del «linguaggio della verità.

Questo richiamo al perseguimento della Verità, che viene adesso posto al centro del dibattito politico italiano come elemento indispensabile per le moderne democrazie occidentali, mi ha riportato immediatamente alla mente quello che l’associazione Nitobe si è prefissata come metodo d’azione.
La Verità come ciò che è giusto, ciò che è libertà, sviluppo, ciò che è un bene per tutti, e perciò doveroso per ciascun individuo.
«La Verità deve costituire il centro di ogni nostra attività, deve essere il soffio stesso della nostra vita» afferma il filosofo italiano Aldo Capitini nell’introdurre il metodo Gandhiano, lo stesso Gandhi che intitolò la propria autobiografia «Storia dei miei esperimenti con la Verità».
Gandhi pone la Verità come fine massimo da perseguire, fino ad arrivare ad affermare che «la Verità è Dio» in contrapposizione all’idea fin li in uso per cui «Dio è la Verità», un ribaltamento di visione che permette una più ampia condivisione comprendendo anche l’ateo.
Il mezzo per realizze questo viene visto nell’azione nonviolenta, un’azione attiva e diretta che Gandhi riduce a vero e proprio metodo di lotta che prenderà il nome di Satyagraha, connubio tra Satya che vuol dire Verità, e agraha che vuol dire fermezza ma che viene usato anche come sinonimo di forza: “Forza che è generata da Verità e Amore”.
L’azione politica che Nitobe intende perseguire a favore della democrazia e giustizia linguistica non può prescindere da questo metodo di lotta politica: Nonviolenza al servizio della Verità.
In quest’ottica abbiamo quindi deciso di tradurre due importanti documenti, un Dossier sull’Iraq condotto realizzato dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Tranpartito (PRNTT), ed il libro «le tecniche della nonviolenza» del filosofo italiano Aldo Capitini.
Il dossier sull’Iraq da noi tradotto oltre che un’importante azione politica è per noi un esempio di come concretamente dar vita ad un Satyagraha, una ricerca documentale minuziosa e dettagliata che pone al centro la verità taciuta: esisteva un’alternativa all’uccisione di Saddam Hussein.
Mentre alcuni lavoravano senza sosta per una soluzione diplomatica che evitasse la guerra e spargimenti di sangue, ad un passo dal successo si è assistito ad una voluta acelerazione della tensione al fine di provocare la guerra e la morte certa del Rais.
Un documento importante che è stato supportato da innumerevoli manifestazioni e dall’azione nonviolenta condotta dal leader radicale Marco Pannella e dagli altri militanti radicali.
Non meno importante è stata l’operazione di traduzione del libro di Aldo Capitini, «le tecniche della nonviolenza».
«le tecniche della nonviolenza» è una guida scritta nel 1967 che contiene i principi della nonviolenza ed un compendio di pratiche e tecniche con riferimenti storici a esperienze concrete realizzate in Italia e nel mondo.
Il testo, impeccabilmente tradotto dal professor Nicolino Rossi ed arricchito da una prefazione a firma di Marco Pannella e Francesco Pullia, oltre ad essere un punto di riferimento per l’azione di lotta nonviolenta, è senza dubbio un testo che non poteva mancare all’interno dell’esperantujo.
Il dossier sull’Iraq da noi tradotto è liberamente scaricabile da qui.
Il libro «le tecniche della nonvilenza» sarà disponibile dal 25 settembre, ciquantenario della marcia della pace Perugia-Assisi avviata da Aldo Capitini stesso e verrà presentato ufficialmente all’interno del nostro primo congresso che si terrà a Roma il prossimo 16 Ottobre, alla quale con gioia vi inviatiamo a partecipare.

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